Lo stupore.
Si credo si tratti di questo.
Soggetta a continui ribaltamenti prospettici , mi trovo a salire (o scendere ?) scalinate
escheriane che mutano perennemente punto di vista, punto di fuga e coordinate ottiche .
Ma senza -apparentemente- smarrire la strada o peggio
perdere una certa parvenza di equilibrio.
Le perplessità le tengo per me . Devo ancora imparare a disciplinare il pianto rabbioso
durante le discussioni con coloro che amo e che mi impedisce
di domare una fragilità che esplode bloccando la gola
inondando senza preavviso gli occhi... e facendomi fare mille passi indietro.
E poi in questo intricato e complesso salire gradinate ...appaiono mani tese,
e spalle accanto alle mie -per qualche istante - e sorrisi silenziosi
ma provvisti di una tenerezza che non si incontra tutti i giorni.
E che illuminano l'anima anche se il brillio puo' sembrare fugace.
Un ombrellino rosa a righe bianche sulla pioggia battente
di oggi,
cifra e segnale di stanze virtuali che a tratti possono
diventare reali.
Un compleanno festeggiato simbolicamente.
Walzer di abbracci, saluti, foto e brindisi, un panorama
da togliere il fiato,
fisarmoniche, glockenspiel, violini e chitarre che rincorrono chitarre...
passato presente e futuro che convivono in istanti colorati
e pieni di sincero affetto.
Biglietti che custodirò in una scatola di latta degli anni '30,
in perfetta linea con la mia nuova età.
L'amicizia si misura in questo modo , l'amicizia è la risultante
di parole e di gesti , ognuno con un peso specifico diverso ,
ma tutti ugualmente preziosi.
Percio' GRAZIE .

Daniel Egneus illustratore
Credo nel potere dell'evocazione
ma spolinata di inedita "maniera".
Credo nella memoria che si rinnova, nei legami che sfidano
leggi di tempo e spazio.
Credo nei toni e nei timbri che si fanno più scuri e densi,
nelle dita e nelle corde
della chitarra, credo negli occhi chiusi, nell'espressione corrugata
e nelle labbra che
narrano ancora...e ancora , e ancora giungendo a
scardinare e declinare una preziosa eredità
con decisa cura e sfrontato desiderio di
continuare il percorso già solcato, ma con incedere nuovo.
Grazie Cristiano.

E' sin troppo facile provare tristezza
quando il cielo è rigonfio di nubi plumbee e
sta per riversare sotto di sè scrosci d'acqua
fredda e fuori stagione.
E' decisamente banale scambiare le gocce sul volto
per pianto soffocato o mai esibito
completamente.
Sono giorni pieni di grumi e di echimosi.
Ore solcate da stati d'animo menomati...
Ed il contatto di pelle con la pelle genera scintille .
E poco altro.
La vita di chi hai intorno come specchio della tua
sembra essere condannata ad andare in frantumi, per poi essere
reincollata, pronta al prossimo urto...
Lo strazio interno è latente, un urlo afono, privo di echi .
Dovremmo abituarci ?
Oppure smettere di provare pena, preoccupazioni e paure ...?
O continuare a camminare sotto la pioggia alla ricerca di un nuovo
raro incrocio di arcobaleni ...?
Forse l'ultima ...
(forse )

E' il momento di assecondare istinto ed ispirazioni
...e riprendere in mano i colori ...

Acqua che si fa annunciare da ammassi di nuvole minacciose.
Acqua a lavare dal volto segni di stanchezza accumulata.
Acqua a sostituire lacrime non scese
Acqua che non arriva
e che lascia l'aria satura di promesse non mantenute.

Di una cosa son certa...
Non ho tempo e voglia di sbrogliare matasse...
e sono altresi convinta che è controproducente cominciare a calpestare delle strade
con titubanza e incedere stentato .
Si rischia di perdere per strada dei pezzi, di sprecare tempo e
francamente non me lo posso permettere.
Non adesso.
Allora preferisco la scarpinata in solitaria.
Meglio.

Daniel Egneus illustratore
Il viaggio
non finisce mai.
Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo,
in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:
"Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero.
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.
Il viaggiatore ritorna subito. (da Viaggio in Portogallo - Josè Saramago )
Daniel Egneus illustratore
IO DICO COSI' , TU RISPONDI COSA'...
Non c' è verso di decrittare taluni codici,
arrestare strane alchimie che
si generano dal nulla,
che danno il via a bislacchi déjà vu / déjà lit / déjà écouter...
E a volte mi dico che basterebbe davvero molto poco
per far cadere un castello di carte apparentemente
ben costruito...
Chi soffia per primo ?

DANIEL EGNEUS - ILLUSTRATORE
L'abitudine consolidata ad indossare
una armatura in lega resistente impedisce
di disfarsene con facilità
anche quando ci si accorge che si è entrati in un
lungo e duraturo armistizio.

Daniel Egneus illustratore