L'odore del tempo.
La carta, le tele, le superfici porose,
le scatole con i colori ad olio, i gessetti e i pastelli a cera
ancora intatti e buoni.
I bozzetti preparatori, cataloghi gli inviti ed i carteggi giovanili.
Cartelloni delle mostre di fine anni quaranta.
Foto inserite tra i ritagli di giornale ...
La sua fiera bellezza ed il suo profilo ritratto tante di quelle volte da amici artisti.
Ogni particolare catturato e messo in fila agli altri è un microsussulto.
E' un grande mosaico che lentamente si compone...
Le lacrime non possono che cedere il passo alla concentrazione...
E procedo perchè SO COSA STO FACENDO.

LIFT_PROJECT 2008
ANTEPRIMA NAZIONALE
25 - 26 OTTOBRE 2008 MILANO

“Ci sono delle esperienze che ci riguardano che non possono essere rappresentate in teatro, in quanto il teatro implica “una distanza di sicurezza” (fisica ed emotiva) che mantiene il pubblico nella sua comoda separazione di fruitore. Ci sono delle esperienze che necessitano di un’intimità tra attore e spettatore. E’ per questo che abbiamo scelto l’Ascensore in quanto luogo della rappresentazione teatrale. L’Ascensore, infatti, obbliga lo spettatore ad una condizione di denudamento o, se vogliamo, di smascheramento: nel chiuso spazio di quattro pareti mobili, per quanto ci si possa sottrarre all’altro, non lo si può fare sino un fondo se non al termine del viaggio (e ci si deve augurare che l’ascensore non si blocchi). Nel significato della nostra scelta teatrale, l’Ascensore diventa metafora della vita in sé in quanto luogo di transito, di passaggio, in quanto viaggio che dalla nascita attraversa la pienezza di un’esistenza, solitamente inconfessabile, sino alla destinazione finale. Nella quotidianità l’ascensore è un luogo di vicinanza forzata: in ascensore ci si sente timidi ed osservati, si cerca un luogo ove posare lo sguardo o un’occupazionetemporanea che rompa il silenzio e l’imbarazzo oppure si scivola in discorsi di convenienza e frasi fatte. Nel nostro progetto teatrale, l’Ascensore è anche un luogo di confessione: un soggetto apparentemente attivo che dice cose a persone che non vogliono sapere o vedere e un soggetto apparentemente passivo che non vuol sapere e vedere, obbedendo alle restrizioni del potere, ma che in fondo vuole e richiede che le medesime cose vengano dette. Questo è il legame sottile che si materializza in un incontro dove il soggetto attivo del discorso è anche agito dalla necessaria, tacita, richiesta dell’altro.
In quanto luogo in cui lo spazio e il tempo si sospendono, l’ascensore diventa il luogo di un cortocircuito comunicativo tra due nude esistenze e tutto ciò che accade in questa circostanza ha la volatilità dell’inconsistente. La parola si rivela come un fragile ponte privo di fondamenta e ciò che i personaggi nell’ascensore diranno lo diranno proprio perché sanno che non lasceranno traccia visibile.
L’ascensore, inoltre, è anche il luogo simbolico dell’osceno da cui non si può fuggire. Non si fugge mai dal volto sacro dell’altro, quando l’altro ci si rivela in modo autentico. Ciò che ne deriva è la presenza a sé dell’abisso dell’altro. Osceno e orribile è l’altro il cui volto si nasconde proprio mentre si rivela interamente e senza pudore. Nell’ascensore accade ciò che nella quotidianità è precluso: nello spazio di dieci minuti la confessione del personaggio diventerà un segreto inconfessabile di chi ascolta”. (Omero Affede)
Le gocce si mescolano ai passi in solitaria di domenica mattina,
Silenzio fuori, un mondo sonoro dentro.
E mi concentro sulle immagini che scaturiscono (vorrei avere sempre
un taccuino ed una matita appresso per acciuffare
i guizzi e le ispirazioni che si
fanno vedere dagli occhi della mente e restituirli su carta )...
Sono giorni di scrittura, ricerca e musica e colore, tanto colore...

saeko ozaki
Come infrangere il silenzio
eludendo banalità
...
In attesa di epifanie Tosoniane ecco un reperto raro e prezioso attinto dal “Bestiario” dell'illustre Dott.Geco...
A voi...
IL COLIBRÌ CARINISSIMO DELLO YUCATAN
Si tratta di una delle specie di Trochilidi scoperti solo di recente nel centro America. Avrebbero potuto essere scoperti molto tempo prima, è vero, ma chi se lo immaginava?
E poi, se siete tanto bravi, fatelo voi la prossima volta! Risentimenti a parte, il Colibrì Carinissimo dello Yucatan è un uccello minuto e aggraziato, diffuso lungo le coste del Golfo del Messico; fino alla rotatoria col benzinaio, non oltre.
Come tutti i colibrì sfrutta l’eccezionale rapidità del battito d’ali per rimanere sospeso di fronte alle corolle dei fiori dai quali sugge il nettare con la lingua tubolare e protrattile.
Una volta succhiato il nettare corre subito a sputarlo in un lavandino, poiché non gli piace affatto. L’osservazione di questo comportamento curioso ha messo gli etologi nella condizione di cercare altrove la fonte di sostentamento dell’animale, che spesso è stato visto cenare a ora tarda in pizzeria.
Il piumaggio variopinto, con sfumature che vanno dall’oro all’indaco, gli è valso l’appellativo di “carinissimo” che il colibrì, peraltro, rifiuta trovandolo, non a torto, svenevole e ridicolo.
Forse proprio a causa di ciò il Colibrì Carinissimo dello Yucatan sovente si accompagna con il Colibrì Orrendo dagli Occhi Sporgenti, appartenente alla sua stessa sigla sindacale (CUPLRDA).
Dr. Geco
L'incontro della sinuosa sottile vocalità seduttiva di Brett Anderson con la capacità di arrangiamento musicale affilato e ricco di fascinazione di Bernard Butler da il soffio vitale a “SUEDE”, uno degli album cardine della scena 90's.
Il loro Brit Pop (autentico contraltare del dominio grunge proveniente da Seattle) ha una leggibile e chiara matrice di eleganza connaturata che li pone in colloquio diretto e costante con Bowie, Ferry e una drammaticità clautrosfobica nelle sonorità che li allinea in alcuni passaggi alla produzione degli Smiths...ma gli echi del passato vengono ben presto spazzati via da un ensemble tagliente carico di ambiguità ammiccante e sottesa e da brani che si tatuano nelle orecchie si depositano tra labbra e lingua e si fanno cantare e cantare e cantare ancora oggi...
Una supernova - il sodalizio tra Anderson e Butler - che brucerà completamente con l'avvento del meraviglioso “DOG MAN STAR” , dando il via a una nuova era degli Suede altrettanto interessante ma priva di quella connotazione cupa, intensa, caliginosa a tratti spettrale nel dialogo di voce e chitarra . . .

Because we're young, because we're gone . . .
Una delle canzoni più geniali del momento . . .
La tristezza vien vissuta come un valore negativo,
Mentre invece va vissuta come un valore positivo.
Non commettete l’errore di denigrare la tristezza.
Ad esempio Gino Paoli ci ha costruito su un impero;
Un impero conosciuto come “impero di Gino Paoli”.
Ma con ciò non intendo affermare che egli abbia fatto male.
Ad esempio Luigi Tenco ci ha prosperato molti anni
Fino a quando, poveretto, non ne è rimasto sopraffatto
Salvo grosse novità dalla riapertura dell’inchiesta.
Ma se ti guardi intorno...
Il problema è che i miliardi fanno passare la tristezza,
E così il tuo impero crolla come un castello di sabbietta.
Basterebbe regalare le canzoni tristi a tutti.
La tristezza si misura in litri di lacrime
Ad esempio io una volta ero triste tredici litri.
Ma che piangere che fa la tristezza ha ha ha ha.
Ma se ti guardi intorno...
Tristezza, pianto disperato,
Angoscia e depressione.
Insomma: triste.
Benzodiazepina, non toccarmi la tristezza;
Farmaco generico, non mi spaventi tu.
Piangi pure se sei triste, non fa ridere la tristezza.
Non ti devi vergognare di un sentimento così antico:
Anche nell’antichità ci son stati personaggi tristi.
Ad esempio Giulio Cesare quando è stato pugnalato.
Come dargli torto, è sempre triste venire pugnalati,
Specialmente da tante persone contemporaneamente.
Ma se ti guardi intorno...
Viva la tristezza simbolo di mentalità vincente,
Non a caso quando vinci provi una grande contentezza
Che poi vien spazzata via da un’onda anomala di tristezza
Ma se ti guardi intorno...
ELST -TRISTEZZA
(perche' c'è chi ancora afferma con convinzione :
" IO POSSO SMETTERE QUANDO VOGLIO!!")
"IL PERFETTIBILE"
Mi ostino a cercare le risposte nelle linee incise sul palmo della mano.
Ricucita tante di quelle volte da sembrare una bambola di pezza.
Ma solo a me stessa.
E vacillo di fronte all'improvvisa visione di zigomi pronunciati, di segni agli angoli della bocca,ed a quel modo di sorridere obliquo che gli appartiene e che conserva immutato e sfrontato.
Visione impressa su pellicola fotografica...niente di più.
Un istante e si ripiomba sempre troppo indietro.

Come danzare anche con grazia ma su un disco rotto.
Una maglietta bianca su un paio di jeans sdruciti,
un viso stropicciato,
una mimica che sostituisce frasi intere e articolate,
il cuore in gola che credevo mi strozzasse,
i segni e gli acrilici
sottobraccio,
note, parole, pioggia, sigarette, birre appena sorseggiate e
abbandonate,
sgabelli, anni novanta, fotoromanze e
fenomenologia della spalla...
la conferma felice di una perfetta aderenza di una idea alla realtà...
la scoperta a distanza di un decennio che
UN MANIFESTO EMOTIVO PUO' REGGERE A TUTTI GLI SCOSSONI DEL CASO
E DELLA VITA.
Poi una frase dedicata incisa da una bic sulla copertina di un cd
regalato,
e una notte che sembra non dover finire mai!

" NON SMETTIAMO SE CI FA SORRIDERE ...."
Romantico - MAO