Il viaggio
non finisce mai.
Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo,
in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:
"Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero.
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.
Il viaggiatore ritorna subito. (da Viaggio in Portogallo - Josè Saramago )
Daniel Egneus illustratore
Così decifrando il diario della melanconica (o felice?) collezionista di sabbia,
sono arrivato a interrogarmi su cosa c'è scritto in quella sabbia di parole scritte
che ho messo in fila nella mia vita, quella sabbia che adesso mi appare
tanto lontana dalle spiagge e dai deserti del vivere.
Forse fissando la sabbia come sabbia, le parole come parole,
potremo avvicinarci a capire come e in che misura
in mondo triturato ed eroso possa ancora trovarvi fondamento e modello.
(da Collezione di sabbia - Italo Calvino )
"Conoscetemi " disse e fu dimenticato.
"Voletemi bene": ma dell'amore abbiamo paura.
Preferiamo volare sulla luna
piuttosto che dire le parole giuste quand' è tempo di dirle.
Louis Philippe, Yuri Gagarin

"Crescendo ci si accorge che la propria visione delle cose si modifica, si complica, perde la purezza, sovrastrutture e diaframmi s’inseriscono a filtrare l’origine essenziale di ogni sembianza e lentamente si scopre che tutto diventa possibile, nessuna opzione può essere esclusa in via definitiva per sé o per gli altri, ed un singolo fatto può espandersi ed invadere tutto il resto, anche se si credeva non ci fossero conseguenze. Flash, moda, arte, riviste e personaggi borderline nella storia di una fotografa e del suo contesto d’immagini e ritmi metropolitani che all’improvviso cambiano, iniziando a scavare senza fretta nel profondo ma restando apparentemente gli stessi, innescando introspezioni che finiscono per essere il vero approdo del racconto rendendo l’intera trama una metafora."
NO POST TRAUMA - MARTA SILENZI

In copertina "La Follia", 2006, acrilico su cartone
di Giorgia Berardinelli
Una sorella si misura con la scrittura e lascia che le pagine
dai cassetti
giungano mediante la stampa a diventare un libro!
io ho contribuito un po'
regalandole una sensazione visiva scaturita dalla lettura
appassionata ed attenta ...
Ora sta a voi
Sono stato educato dall'Immaginazione,
ho sempre viaggiato dandole la mano,
ho amato
odiato,
ho parlato, ho pensato
sempre per questo,
e tutti i giorni hanno questa finestra davanti
e tutte le ore sembrano mie in questa maniera.
Fernando Pessoa – il Poeta è un Fingitore
" Era un periodo che non mi importava niente di niente,quando venni a stabilirmi in questa città.
Stabilirmi non è la parola giusta.
Di stabilità non avevo alcun desiderio;
volevo che attorno a me tutto restasse fluido
provvisorio
e solo così mi pareva di SALVARE LA MIA STABILITA' INTERIORE,
che però non avrei saputo spiegare in che cosa consistesse . . ."
La Nuvola di Smog -Gli Amori Difficili
Italo Calvino

NON SI PUO’ NON AMARE QUESTO LIBRO . . .
(altamente consigliato a chi ha quella mai doma arsura di conoscenza !!)
<< Ogni Uomo del Tempo Antico (che ora si crogiolava al sole) mosse col piede sinistro e gridò un secondo nome.
Mosse un passo col piede destro e gridò un terzo nome. Diede nome al pozzo, ai canneti, agli eucalipti, si volse a destra e a sinistra, chiamò le cose alla vita e coi loro nomi intessé dei versi.
Gli Uomini dei Tempi Antichi percorsero tutto il mondo cantando; cantarono i fiumi e le catene di montagne, le saline e le dune di sabbia. Andarono a caccia, mangiarono, fecero l’amore, danzarono, uccisero:
in ogni punto delle loro piste lasciarono una scia di musica..
Avvolsero il mondo intero in una rete di canto; e infine, quando ebbero cantato
Tutti tornarono "dentro". >>
BRUCE CHATWIN “ LE VIE DEI CANTI ”


Fausto Melotti - La pioggia 1966
L'acqua che lava dagli occhi volti stagionati,
che libera e trascina via " i vorrei non vorrei ma se vuoi" fino al prossimo turno. . .
Che avvita ancora di più i voluminosi ricci, anche se raccolti in una coda.
Che costringe a rallentare il ritmo delle ore e a fare i conti con quella zona
puntualmente soffocata da forzati consolidati equilibri che danno sempre l'immagine di
"colei che è perfettamente presente a se stessa".
Si, se ci si vuole attenere alla versione ufficiale.
Che inchioda ad una poltrona e fa leggere tutto d'un fiato un libro con
le pagine numerate a ritroso..
che arriva a descrivere pure te, in qualche stramba maniera, altrochè se lo fa...
anche se tutto è così distante, assolutamente non tuo.
Neanche un accento ti appartiene.
Ma quelle emozioni depositate poi su cartapaglia e inviate mezzo posta
vengono assolutamente colte, in tutte le confuse sfumature...
e protette.
Lo ha scritto.
O forse lo farà . . .
tra la stagnola e le stelle?

Simmetrie notturne, uggiose.
“Sono sempre stato interessato alla differenza tra "fatto" e "verità".
E ho sempre sentito che esiste qualcosa come una verità più profonda.
Esiste nel cinema, e la chiamerei "verità estatica".
È più o meno come in poesia.
Quando leggi una grande poesia, senti immediatamente, nel tuo cuore,
nelle tue budella, che c'è una profonda, inerente verità, una verità estatica…”
Werner Herzog
Leggendo e perdendomi tra le pagine de "La conquista dell'inutile"...

(Klaus Kinski in "Fitzcarraldo" - di W.Herzog 1981)